Esempio Questo è un esempio di risultato con dati fittizi: Test degli stili di umorismo. Torna agli esempi

Risultato del test degli stili di umorismo

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RasserenanteConvivialeAutoironicoPungenteBONARIOPUNGENTESU DI TESUGLI ALTRI

La mappa mostra che tono ha il tuo umorismo - dal pungente al bonario - e a chi punta, se a te o agli altri. I quattro campi sono i quattro stili, il segno è il tuo mix calcolato su tutte le scale.

Il tuo stile di umorismo

Buontempone Sereno

umorismo conviviale + rasserenante

Fai ridere il tavolo e una giornata da buttare la ribalti in una storia - l'umorismo per te è colla per gli altri e carburante per te.

Il nome del profilo è una scorciatoia descrittiva per la conoscenza di sé, non un'etichetta - lo stile di umorismo è un'abitudine, non una sentenza, e con un'abitudine si può lavorare; sotto il profilo vedi sempre i punteggi reali di tutti e quattro gli stili da cui è uscito.
Le tue quattro scale

Quanto c'è di ciascuno nel tuo umorismo

Le scale sono indipendenti - non si escludono e non fanno cento per cento in totale, quindi puoi stare in alto in più di una insieme.

Conviviale Primario 76%

Con l'umorismo unisci le persone - la battuta, per te, serve a sciogliere il gruppo e a far stare bene tutti intorno allo stesso tavolo.

Rasserenante Secondario 64%

L'umorismo è il tuo appoggio interiore - quando la giornata va storta, ne trovi il lato comico e vai avanti.

Pungente 38%

Il tuo umorismo ha un filo tagliente - punzecchi, commenti, e una frecciata ben mirata per te è il sale della conversazione.

Autoironico 22%

Il bersaglio lo fai di te stesso - la tua figuraccia la racconti prima e meglio di chiunque altro.

Il punteggio dice quanto spesso ricorri a quello stile, non quanto sei divertente. Nessuno dei quattro stili è migliore degli altri e il confronto è indicativo.

Il tuo profilo

Come funziona il tuo umorismo

Il tuo mix

L'umorismo conviviale punta verso l'esterno, quello rasserenante verso l'interno, e quando si incontrano hai una fonte di buonumore che non dipende dall'umore del pubblico. Un buontempone senza riserve interne si spegne nel momento in cui la giornata non vale niente; tu intanto dal treno in ritardo ricavi materiale per la sera. Non è un tratto del carattere su cui non si possa fare niente - lo stile di umorismo è un'abitudine, non una sentenza, e le abitudini si possono regolare.

Come si manifesta

Al lavoro sei quello che con una battuta sblocca una riunione incagliata e da cui gli altri vengono a sfogarsi, perché se ne vanno di umore migliore. A casa da ogni vacanza andata storta nasce una storia che poi si racconta per anni, e la tensione in famiglia con te dura fino alla prima battuta ben mirata. Chi ti sta intorno ti prende per una persona che niente scompone - e in pochi immaginano quanta parte di quella calma sia solo l'abitudine a trovare il lato comico prima che arrivi la rabbia.

Dove stride

Quando la leggerezza è data per scontata, i temi pesanti con te si aprono più a fatica: gli altri si aspettano una spinta verso l'alto, non una conversazione seria, e tu preferisci non rovinargliela. Il secondo prezzo è un obbligo silenzioso - appena diventi il serbatoio di buonumore di tutto il gruppo, nessuno chiede più come stai tu.

Tono e bersaglio

Com'è il tuo umorismo nel complesso

Due indicatori complessivi calcolati su tutte e quattro le scale - riassumono da che parte pende il tuo umorismo nel suo insieme.

Tono dell'umorismo 70/100
pungente bonario

Il tono pesa gli stili bonari contro quelli pungenti; più alto è il numero, più spesso il tuo umorismo unisce, più basso, più spesso taglia.

Bersaglio 57/100
su di te sugli altri

Il bersaglio pesa l'umorismo puntato verso l'esterno contro quello puntato verso l'interno; più alto è il numero, più spesso il bersaglio sono gli altri, più basso, più spesso sei tu.

Ampiezza del registro

Quanti stili usi davvero

Doppio Registro

Forti ne hai due e tra loro passi a seconda della situazione - è l'assetto più comune e nella pratica molto funzionale. Hai una posizione principale e una di riserva, e questo copre la maggior parte dei momenti in cui ti trovi. Tieni d'occhio solo se passi dall'uno all'altro in base a quello che serve alla situazione oppure in base a come ti senti in quel momento.

Umorismo in pratica

Come gestire il tuo mix

Quattro passi montati proprio sulla tua combinazione. Non provarli tutti insieme - scegline uno e dagli un mese.

1

Nelle relazioniChi ti è vicino apprezza che con te anche una settimana da buttare si attraversa senza drammi - appoggiati alla tua capacità di fare di una gita andata male una storia comune. Tieni d'occhio una cosa sola: quando il partner racconta qualcosa di pesante, lascia seria la prima reazione e tieniti la battuta per dopo. Un alleggerimento che arriva un minuto più tardi funziona lo stesso; quello anticipato butta giù anche il tema.

2

Al lavoroLa tua combinazione è una miniera d'oro nelle riunioni che si sono incagliate e nelle squadre in cui le persone ancora non si conoscono - con una battuta abbassi la temperatura e l'incontro riparte. Nel dare un riscontro, però, tieni d'occhio l'ordine: la battuta all'inizio scioglie, la battuta alla fine cancella il contenuto. Quando vuoi che una persona si porti via qualcosa, che l'ultima frase sia seria.

3

Quando la tensione saleSotto stress l'umorismo ti aiuta in modo affidabile e si trasmette anche a chi ti sta intorno - in una settimana di crisi sei tu a tenere su l'umore. Il rischio è che l'alleggerimento diventi un modo per girare intorno al tema: quando lo stesso problema torna per la terza volta e ogni volta finisce in una risata, lì l'umorismo non sta facendo un buon lavoro. Aiuta la frase “questa cosa la voglio affrontare senza battute”, detta subito all'inizio.

4

Dosare l'umorismoIl tuo filo tagliente non è la durezza, ma la leggerezza - le cose serie ogni tanto vanno lasciate serie. Datti una prova semplice: se ti viene in mente una battuta e allo stesso tempo sai che l'altro ha bisogno di sentire altro, ingoiala e di' l'altra cosa. Una battuta tenuta da parte non scappa da nessuna parte e di solito, dieci minuti dopo, cade anche meglio.

Confronto indicativo

Che cosa dice la ricerca sull'umorismo

La psicologia distingue quattro stili di umorismo: affiliativo (da noi conviviale), di auto-affermazione (da noi rasserenante), aggressivo (da noi pungente) e auto-denigratorio (da noi autoironico). Questa suddivisione l'ha sviluppata Rod Martin e da allora ci si lavora in decine di studi. Agli stili bonari, in quegli studi, risulta un legame con il benessere e con relazioni migliori, a quello auto-denigratorio piuttosto con un umore peggiore - sono però medie su gruppi grandi di persone, non una diagnosi del singolo. Il nostro test, in più, poggia su domande originali ed è conoscenza di sé indicativa, non uno strumento clinico.

Nessuno dei quattro stili è una sentenza - si tratta di abitudini a cui ricorri in automatico, e con le abitudini si può lavorare.

Il test degli stili di umorismo è uno strumento di conoscenza di sé, non una diagnostica psicologica né uno strumento per la selezione del personale. Parte dalla ricerca sugli stili di umorismo, ma le domande e la valutazione sono nostre; descrive abitudini nel modo in cui usi l'umorismo, non misura capacità né carattere, e il confronto è indicativo. Se l'umorismo - il tuo o quello degli altri - ti complica a lungo le relazioni o il lavoro, parlane piuttosto con uno specialista che con il risultato di un test online.

Legami

Umorismo e personalità

Lo stile di umorismo non sta da solo. Nella ricerca l'umorismo conviviale e quello rasserenante vanno spesso a braccetto con l'estroversione e la gradevolezza, cioè con due delle cinque dimensioni del Big Five; l'umorismo pungente si lega invece ai tratti che mappa il test della Triade Oscura. Sono medie su migliaia di persone, non regole sul singolo - chi vuole andare più a fondo può misurare tutti e due e comporsi un quadro più completo di quello che dà un test solo.

Prendi i legami tra i test in modo indicativo - descrivono relazioni statistiche tra le persone, non un giudizio su di te.

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Questo test serve a una conoscenza di sé indicativa e non sostituisce una diagnosi psicologica professionale.

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