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L'asse orizzontale dice se ti rivolgi più verso fuori o verso dentro, quello verticale quanto facilmente qualcosa ti scombussola. Il segno mostra dove ti hanno portato i tuoi quattro punteggi.
Hai dentro sia l'apertura sia la calma, quindi diverti le persone senza stancarle e in un momento teso sai abbassare il tono. Con te si sta bene: non fai drammi, non ti offendi e l'atmosfera intorno a te di solito è distesa. Ti manca però la spinta interiore: quello che non è né divertente né necessario da te si rimanda all'infinito.
Entri in una stanza e dopo cinque minuti sai già con chi ti siederai. La vita per te è qualcosa che va soprattutto vissuta, e il malumore ti passa non appena spunta la prima buona idea.
Tutti e quattro li porta dentro chiunque, quello che conta è la loro proporzione. Ecco quanto si manifesta in te ciascuno di loro, dal più marcato al più debole.
Il punteggio descrive la forza del temperamento nel tuo comportamento, non le capacità né le prestazioni. Il confronto è indicativo.
I quattro temperamenti si possono descrivere con due assi: quanto ti rivolgi verso fuori, verso le persone, e quanto facilmente qualcosa ti scombussola. Il tuo tipo è l'incrocio dei due.
Nessuno dei due poli è in testa in te. In mezzo alla gente non ti perdi e reggi altrettanto bene una giornata intera senza compagnia, così chi ti sta intorno non sa bene dove collocarti. Lo svantaggio è che sia la compagnia sia la calma devi chiederle tu: dal tuo comportamento nessuno se ne accorge in tempo.
Ti scombussolano in pochi e di rado. L'umore ti resta sullo stesso livello anche nei giorni in cui intorno crolla tutto, e le persone si fermano volentieri con te perché da te non esce tensione. L'altra faccia: che qualcosa ti dia fastidio lo fai capire così tardi che chi ti sta intorno se ne accorge all'ultimo momento.
Uno o due temperamenti sono in testa, gli altri seguono a distanza: è il caso più comune di tutti. In un ambiente conosciuto vai con il tuo tipo principale e, quando la situazione chiede un altro registro, sai andare a prenderlo. Solo che a te costa più energia di quanta ne costerebbe a chi ce l'ha di suo.
9vantaggio del 1° tipo 34dispersione del profiloChe cosa significa il tuo tipo principale in una giornata normale: in che cosa ti ha dato un vantaggio, dove ti frena e come si manifesta quando le cose si fanno dure.
Hai il dono di smuovere le persone dal punto morto: dove gli altri alzano le spalle, tu arrivi con una proposta e trovi subito qualcuno che ci sta. I torti non te li porti dietro, dopo una giornata storta entro il mattino seguente hai già voltato pagina e trovi un motivo per riprovarci domani.
Di cose nuove ne cominci più di quante riesci a finirne, e quello che ha smesso di divertirti si ferma in silenzio a metà strada. Un punto debole è anche il bisogno di pubblico: senza ascoltatori l'energia evapora in poco tempo e una promessa fatta nell'entusiasmo può non arrivare viva alla settimana dopo.
Racconti con le mani e la deviazione verso un aneddoto da te è quasi la regola, perché di solito è più interessante dell'argomento stesso. Quando qualcuno ti interrompe con una domanda, di solito la tiri dentro alla tua storia, e una seconda volta quella domanda non te la fa più.
Stai meglio dove intorno c'è movimento, il risultato si vede presto ed è permesso improvvisare. La solitudine, i fogli di calcolo e la solita identica procedura ti prosciugano prima di qualsiasi mole di lavoro; l'energia te la sveglia di sicuro una scadenza, ma solo quella proprio ultima.
Di amici ne hai tanti e uno sconosciuto, con te, nel giro di un caffè diventa un conoscente. Più difficile è la profondità: una conversazione seria la giri su un argomento più leggero prima che cominci a fare male, e chi ti sta vicino ha poi la sensazione di non arrivare mai fino in fondo a te.
Sotto stress ti frammenti: salti da un compito all'altro, rispondi al telefono in mezzo a un altro lavoro e la sera non sai dove sia finita la giornata. Il segnale d'allarme arriva nel momento in cui cominci a recitare un buonumore che dentro non hai.
La componente malinconica in te è la meno marcata, quindi non ti soffermi a lungo né sui dettagli né sui tuoi sentimenti e vai avanti. Di solito questo ti fa risparmiare energia, solo che ogni tanto ti sfugge un particolare che più tardi costa più caro del tempo che avevi risparmiato, in un foglio di calcolo come in un rapporto personale. Sulle cose importanti conviene introdurre una breve pausa di controllo e chiedere direttamente alle persone care come stanno, perché gli accenni ti sfuggono. Non si tratta di iniziare a tormentarsi, si tratta di dare a qualche cosa il momento che si merita.
Un punteggio basso non è un difetto di carattere. Indica un registro su cui non passi di tua iniziativa, quindi conviene sapere quando chiamare qualcun altro a coprirlo, o quando provarlo di proposito, tanto per vedere l'effetto.
La maggior parte dei malintesi non nasce dalla cattiva volontà, ma dalla differenza di ritmo e da quello che ciascuno ha bisogno di sentirsi dire. Quattro brevi guide per trattare con i singoli temperamenti, compreso il tuo, che puoi tranquillamente girare alle persone che hai intorno.
Sanguigno: come trattare con luiMetti in conto che per lui la cosa non è chiusa finché non l'ha raccontata a qualcuno: concedigli qualche minuto per farlo. L'apprezzamento diglielo apertamente, le obiezioni una alla volta e senza pubblico. Alla fine metti per iscritto quello che avete concordato: quello che è stato detto nell'entusiasmo nel giro di una settimana svanisce facilmente.
Collerico: come trattare con luiParla in modo sintetico, comincia dalla conclusione e digli subito che cosa vuoi da lui. Quando si infiamma non prenderla sul personale e non stare a discutere le parole in quel momento: torna sull'argomento un'ora dopo, quando sarà di nuovo concreto. L'ultima parola però lasciala a lui: se lo metti davanti al fatto compiuto, si opporrà per principio.
Flemmatico: come trattare con luiI cambiamenti discutili con lui prima che arrivino e spiegagli anche il motivo: su una cosa in cui qualcuno lo ha spinto tornerà ancora a lungo. Il suo silenzio non è un sì, è la voglia di evitare lo scontro, quindi chiedigli in modo diretto che cosa farebbe diversamente. L'obiezione con cui alla fine arriva non sminuirla: a lui è costata più che a te.
Malinconico: come trattare con luiLasciagli tempo e calma per pensarci e non costringerlo a decidere sul momento. La critica formulala in modo concreto e sul punto; un generico “si poteva fare meglio” gli girerà in testa ancora per una settimana intera. E quando ti confida qualcosa di pesante non avere fretta di dare consigli: di solito gli interessa soprattutto che qualcuno lo prenda sul serio.
I temperamenti sono una tipologia classica per la conoscenza di sé, non una diagnostica clinica né un test di prestazione. Descrivono tendenze nel comportamento e nel vissuto, non misurano capacità e il confronto tra i tipi è indicativo. Prendi il risultato come uno spunto di riflessione su di te, non come base per prendere decisioni sulle persone.
La divisione in quattro temperamenti è la tipologia di personalità più antica e regge ancora oggi soprattutto perché si capisce. La psicologia moderna non la usa come tale: quello che i temperamenti descrivono lo misura su scale continue, prima di tutto sull'estroversione e sulla stabilità emotiva. Non si tratta quindi di quattro caselle, ma di una posizione su alcuni assi, ed è esattamente quello che mappa il modello a cinque fattori, noto come Big Five. Prendi perciò il risultato del test del temperamento come uno sguardo indicativo su di te, non come una diagnosi.
Il Big Five aggiunge al ritmo e alla sensibilità altre tre dimensioni - apertura, coscienziosità e gradevolezza - e al posto di un tipo ti dà un punteggio su cinque scale.
Voglio uno sguardo più scientifico: il test Big FiveQuesto test serve a una conoscenza di sé indicativa e non sostituisce una diagnosi psicologica professionale.