Un mercoledì pomeriggio scopri che un collega ha mandato al cliente una presentazione su cui hai lavorato tre settimane, e il tuo nome non compare da nessuna parte. Non l'ha fatto di proposito. Semplicemente gli è sfuggito.
Giulia legge il messaggio, alza un sopracciglio e gli scrive una sola riga: “La prossima volta aggiungimi, per favore.” Un'ora dopo non ci pensa più. Marco legge lo stesso messaggio cinque volte, abbozza una risposta, la cancella, ne scrive una più tagliente e la manda in copia al capo. Tre mesi dopo, in riunione, fa notare che quel collega “ha l'abitudine di intestarsi il lavoro degli altri”.
Lo stesso torto, due reazioni completamente diverse. Non è questione di chi dei due sia più sensibile o di chi abbia i nervi più saldi. La differenza sta su un solo asse del carattere, quello che il modello HEXACO indica con la lettera A: la gradevolezza.
La parola in sé è fuorviante. Nel linguaggio comune significa “persona simpatica”, nel modello a sei fattori misura qualcosa di molto più circoscritto e molto più preciso. La gradevolezza non dice nulla su quanto sei socievole né su quanto ti piaccia dare una mano. Dice cosa succede dentro di te nel momento in cui qualcuno ti fa un torto, ti delude o ti fa saltare i nervi.
Quattro cose sotto una sola parola
Gli psicologi canadesi Michael Ashton e Kibeom Lee, che hanno costruito il modello a sei fattori partendo da ricerche lessicali sulla personalità in una serie di lingue diverse, hanno diviso la gradevolezza in quattro componenti più ristrette. Ognuna descrive una fase differente dello stesso episodio: cosa avviene quando incontri una persona che non si comporta come dovrebbe.
| Componente | A cosa risponde | Punteggio alto | Punteggio basso |
|---|---|---|---|
| Perdono | Quanto ti dura il rancore? | Il rapporto si ricuce anche dopo una delusione | La fiducia perduta non torna più |
| Indulgenza nel giudicare gli altri | Con quanta durezza giudichi gli errori altrui? | Un errore è una svista, non un tratto del carattere | La critica esce senza involucro |
| Flessibilità | Cedi quando non siete d'accordo? | Cerchi il compromesso e sopporti le condizioni altrui | Tieni la tua posizione e negozi con durezza |
| Pazienza | Cosa succede quando qualcosa ti manda in bestia? | Resti calmo anche sotto pressione | La rabbia arriva in fretta e si vede |
Le quattro componenti sono collegate, ma non si sovrappongono. Puoi perdonare in fretta e allo stesso tempo parlare in modo molto ruvido. Puoi avere la pazienza di un santo e non mollare un centesimo in una trattativa. Il punteggio complessivo copre quindi sempre qualcosa, e vale la pena sapere quale delle quattro parti tira il tuo verso l'alto.
Perché la rabbia non ricade nel nevroticismo
Qui HEXACO si allontana dal modello a cinque fattori nel modo più visibile. I Big Five collocano rabbia e irritabilità sotto il nevroticismo, cioè nello stesso cassetto in cui stanno l'ansia, gli sbalzi d'umore e la vulnerabilità allo stress. La logica è lineare: la rabbia è un'emozione spiacevole, le emozioni negative appartengono al nevroticismo, fine.
Ashton e Lee hanno sciolto quel nodo. Nel loro assetto l'emotività ruota attorno alla paura, all'ansia, al bisogno di sostegno e al legame affettivo con le persone care. Gli scatti d'ira, l'irritabilità e la voglia di regolare i conti si sono spostati altrove: al polo opposto della gradevolezza. I due assi sono ruotati in una direzione diversa rispetto ai Big Five.
La conseguenza è piuttosto controintuitiva. Un'emotività bassa in HEXACO non vuol dire che sei una persona tranquilla, vuol dire che hai poca paura. Se esplodi quando qualcuno ti interrompe si legge dalla A, non dalla E. Due persone con lo stesso livello di ansia possono poi differire per tutta l'ampiezza della scala nella rapidità con cui si arrabbiano.
Dietro quello spostamento c'è un ragionamento teorico, non solo il risultato di un'analisi fattoriale. Ashton e Lee (2007) descrivono gradevolezza e onestà-umiltà come le due facce dell'altruismo reciproco, ossia della disponibilità a cooperare con qualcuno con cui non hai legami di parentela. Un fattore stabilisce se sarai tu ad approfittare degli altri. L'altro stabilisce se sopporterai che qualcuno approfitti di te. La paura per la propria incolumità non entra in questa equazione, quella siede nell'emotività, insieme al sentimentalismo e all'attaccamento familiare.
Nella pratica se ne ricava una cosa utile. Se stai cercando in te la causa dei conflitti che si ripetono, la scala dell'ansia non ti risponderà. La risposta sta in quanto tempo ti porti dentro l'ultimo torto e in quanto rapidamente ti sale la pressione mentre lo fai.
La gradevolezza alta da vicino
Un punteggio alto lo riconosci più da quello che non ti capita. Dalle riunioni non esci arrabbiato, di scontri aperti ne hai un paio all'anno, e chi ti ha deluso una volta ottiene una seconda occasione quasi in automatico. Il conflitto ti annoia, quindi non lo alimenti.
La squadra ne trae più vantaggio di quanto se ne accorga. Riesci a lavorare con quella persona con cui tutti gli altri si rifiutano di parlare. Il tuo accordo tiene anche quando la controparte cambia le condizioni in corsa. E il riscontro lo dai in un modo che l'altro si porta a casa, invece di barricarsi.
Il lato in ombra è prevedibile e chi ha una A alta lo vede comunque per ultimo. Sopporti più di quanto sia sano. Il collega che ti scarica addosso il suo lavoro con regolarità incontra un tranquillo “certo, ci penso io” e non ha un solo motivo per smettere. La pazienza che in apparenza non ti costa niente funziona come un invito.
Quand'è stata l'ultima volta che hai detto “non fa niente” a qualcosa che invece contava? Se ti è venuta in mente una situazione precisa entro tre secondi, la tua A sarà probabilmente sopra la media. Perdonare, infatti, non è la stessa cosa dell'indifferenza. Chi perdona in fretta spesso smette solo in fretta di occuparsi della faccenda, e il torto non detto torna poi come stanchezza o come una distanza silenziosa che l'altra parte non capisce affatto.
La A alta si paga al prezzo più caro nelle trattative. La disponibilità al compromesso è ottima quando si parla dell'orario di una riunione. Quando si parla dello stipendio, della suddivisione delle quote di un'azienda o di chi sta con i figli nel fine settimana, ogni concessione costa soldi veri e ore vere di vita.
Gradevolezza bassa: il critico che non si sposta
Le descrizioni della A bassa si leggono come un elenco di difetti, ed è una distorsione che dipende da chi quelle descrizioni le scrive. Lo sguardo critico, la trattativa dura e un carattere che si accende in fretta hanno in certe situazioni un vantaggio che la A alta non recupera mai.
Individui prima gli abusi. Dove il collega gradevole cerca una giustificazione per il comportamento di un altro, tu noti lo schema e lo nomini ad alta voce. In una negoziazione commerciale non lasci il prezzo solo perché il silenzio è diventato scomodo. La cattiva notizia la dici anche al capo che non vuole sentirla.
Il conto arriva sul fronte dei rapporti. Un'osservazione che intendi in modo pratico atterra come una sentenza sulla persona intera. Le liti che altrimenti si sarebbero sgonfiate si trascinano, perché nessuna delle due parti fa un passo indietro per prima. E il rancore verso qualcuno del lavoro precedente ti costa energia ancora cinque anni dopo l'ultima volta che l'hai visto.
Va notato che una A bassa non equivale di per sé a mancanza di scrupoli. Puoi essere un negoziatore duro e non truffare nessuno. La differenza tra “non mi faccio mettere i piedi in testa” e “prendo tutto quello che riesco a prendere” sta in un punto del tutto diverso.
La gradevolezza non è l'onestà-umiltà
Sono i due fattori che le persone confondono più spesso tra tutti e sei, perché entrambi descrivono qualcosa di simile alla correttezza. Il confine tra loro è invece netto. L'onestà-umiltà parla di come tratti le persone che si fidano di te e di cui potresti approfittare. La gradevolezza parla di come tratti le persone che hanno approfittato di te.
Nelle quattro combinazioni la cosa si presenta così:
- H alta e A alta: non ti pugnala alle spalle e per di più perdona. Collaborare con lui è facile, solo che chi gli sta attorno tende a caricarlo più di quanto riesca a portare.
- H alta e A bassa: una persona corretta con la lingua tagliente. Non ti porta via un centesimo, però per un errore ti fa a pezzi davanti a tutti e se lo ricorderà.
- H bassa e A alta: piacevole nei rapporti, sorridente, mai in polemica. La regola la aggira comunque, quando nessuno sta guardando. È la combinazione che gli altri valutano peggio.
- H bassa e A bassa: conflittuale e disposto a giocare fuori dalle regole. Almeno si vede dal primo momento su che terreno ti trovi.
La terza combinazione è la più fastidiosa nella pratica. Un modo di fare piacevole non dice quasi nulla sull'onestà. Un candidato che al colloquio sorride, annuisce e non discute ti sta mostrando la sua A. Se si intesterebbe meriti non suoi o gonfierebbe una fattura non si deduce da questo tratto, ed è esattamente per questo che HEXACO aggiunge l'onestà-umiltà come fattore a sé.
Quando in coppia si incontrano A alta e A bassa
La differenza di gradevolezza è tra le fonti più frequenti di attrito a lungo termine, sia in un tandem di lavoro sia in una relazione di coppia. Le due parti vedono infatti il conflitto come una cosa completamente diversa: per una è manutenzione necessaria, per l'altra un danno inutile.
Elena e Fabio gestiscono insieme una piccola agenzia. Quando salta fuori un problema con un fornitore, Fabio prende il telefono e in due minuti lo si sente in tutto l'ufficio. Elena il giorno dopo rincorre la faccenda perché il rapporto non resti bruciato per sempre. Fabio ne ricava che Elena non sa difendere i loro interessi. Elena ne ricava che Fabio brucia ponti sui quali fra un anno bisognerà passare.
Hanno ragione entrambi in parte e nessuno dei due rifarà l'altro. L'unica cosa che si può cambiare è la divisione dei ruoli: il primo contatto lo conduce Elena, la fase dura della trattativa la prende Fabio, e allora le due caratteristiche lavorano per l'azienda invece che una contro l'altra. Funziona finché ognuno resta nel proprio tratto. Appena Fabio entra nel primo contatto, siamo di nuovo al punto di partenza.
Una coppia in cui entrambi hanno una A alta sembra da fuori un'intesa perfetta e ha una debolezza tutta sua. Il disaccordo non viene nominato, si cede da entrambi i lati, e dopo un anno si scopre che nessuno dei due sta facendo ciò che voleva. Due A basse, al contrario, risolvono tutto subito e a voce alta. Tende a essere sfiancante, però in silenzio raramente si accumula qualcosa tra loro.
Dove ti collochi su questo asse
L'autovalutazione fallisce sulla gradevolezza in un modo particolare. Ci giudichiamo in base alle nostre intenzioni, mentre chi ci sta attorno ci vede in base al comportamento. Chi dentro ribolle e fuori tace si sente un vulcano, anche se i colleghi lo descrivono come la persona più tranquilla del piano. E al contrario: chi lascia cadere un'osservazione tagliente e dopo cinque minuti l'ha dimenticata si stupisce spesso di quanto a lungo gli altri se la portino in testa.
Il nostro test HEXACO ha 60 domande e richiede circa otto minuti. La gradevolezza la ricevi al suo interno nel contesto degli altri cinque fattori, perché la A da sola si legge male: lo stesso numero significa una cosa in chi ha un'onestà-umiltà alta e un'altra in chi l'ha bassa. Il confronto con gli altri è indicativo, non è una diagnosi.
Prova insieme a questo una cosa semplice per due settimane. Ogni volta che qualcuno ti irrita, annota la data e una frase su cosa è successo. Niente di più, nessun giudizio, nessuna analisi. Dopo quattordici giorni guarda due numeri: quante annotazioni hai raccolto e in quante di esse ricordi ancora, dopo qualche giorno, perché quella cosa ti aveva mandato in bestia. Il primo numero parla di pazienza, il secondo di perdono. E se il foglio è rimasto bianco, vale la pena chiedersi se davvero non ti ha irritato niente o se solo non ti sei permesso di scriverlo.

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